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Conoscere uno dei sopravvissuti della Tragedia delle Ande provoca un impatto e un’emozione immensi. L’esperienza commovente che Antonio Vizintin - uno dei tre membri della spedizione che ha attraversato le montagne gelate in cerca di una via di fuga - racconta personalmente, trasmette un’infinità di insegnamenti basati sul valore, il lavoro di gruppo e la solidarietà.
Dalle sue conferenze si desumono valori e comportamenti applicabili ad ogni tipo di organizzazione (imprenditoriale o sociale) in cui gli uomini interagiscono e lavorano in gruppo.
Sebbene desiderasse continuare la spedizione con gli altri due membri fino a raggiungere una via di fuga, Vizintin comprese con coraggio e intelligenza cosa significa essere una squadra e accettò di tornare da solo all’aereo attraverso le Ande immense, in modo che i suoi compagni potessero continuare il cammino, con più indumenti e più alimenti. |
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La conferenza dura un’ora e mezza ed è preceduta dal video di 16 minuti “Voci della Montagna”.
Si passa poi al racconto degli avvenimenti accaduti durante i 73 giorni dell’odissea, con esempi eclatanti di coraggio, sofferenza, devozione, lavoro di squadra, decisioni, eroismo, motivazione, capacità di comando e solidarietà.
La realtà dei fatti e la loro crudezza catturano lo spettatore e lo trasportano sulla Cordigliera delle Ande, rendendolo parte del gruppo dei sopravvissuti. Le esperienze condivise penetrano profondamente nei partecipanti e permettono loro di assimilare i pregi che si contrappongono ai difetti umani. Le decisioni adottate e la capacità di comando emergono automaticamente e sono facilmente comparabili con le esperienze proprie di un’impresa, nella quale il lavoro di gruppo si impone come parte fondamentale della sopravvivenza.
Il Rugby come sport formativo dell’educazione e del temperamento ci predispone alla fatica e al coraggio e ci fa comprendere la vittoria e la sconfitta come parti della vita stessa.
”HANNO FATTO L’IMPOSSIBILE REALIZZANDO L’INIMMAGINABILE” |
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